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Fucile
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Il mwfafucile è un tipo di mwfqarma leggera da sparo, a mwfgcanna lunga, ideata per tiri più accurati rispetto ad una mwfwpistola. In questa voce ci si riferisce ad un'mwgaarma da fuoco progettata per essere tenuta con entrambe le mani e appoggiata alla mwgqspalla del mwggtiratore, tramite un mwgwcalcio, per aumentarne la stabilità durante la mwhamira e il mwhqtiro; il mwhgfucile di precisione necessita spesso di un ulteriore supporto, solitamente un mwhwbipiede posto vicino all'estremità della canna (mwiavolata).
In origine, erano definite mwigfucili solo le armi lunghe ad avancarica dotate di «focile», cioè del meccanismo a mwiwpietra focaia con accensione ad mwjaacciarino. Il termine però in italiano ha assunto una semantizzazione molto più ampia, divenendo un sinonimo di tutte le armi lunghe sia da fuoco che non (ad mwjqaria compressa, mwjga molla, mwjwa elastico, ecc), sia a canna rigata (detta mwkarifle in inglese) sia a canna liscia (detta mwkqshotgun) e ivi incluse quelle a miccia e a ruota.
Il fucile è ampiamente utilizzato in ambito civile per mwkwsport di tiro, mwlatiro a segno e mwlqcaccia, oltre che in ambito militare da mwlgforze armate, mwlwforze speciali, ecc. e sicurezza nazionale, mwmaforze dell'ordine pubblico e mwmqpenitenziario.
Contents
• Storia
• A miccia
• A ruota
• Ad ago
• Note
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Storia
Lo sviluppo del fucile ebbe inizio intorno al mwnqXIV secolo con l'utilizzo della mwngpolvere nera, non solo per produrre/sparare mwnwfuochi d'artificio, ma anche per lanciare mwoaproiettili. Inizialmente tramite fucili ad mwoqavancarica, con canna chiusa sulla mwogculatta, e poi di pari passo con l'mwowuso bellico della polvere da sparo e le mwpacartucce per mwpqretrocarica.
Le prime armi da fuoco portatili, ideate per l'appunto durante questo secolo, venivano chiamate mwpwmwqabombardelle, ossia mwqqpiccoli cannoni; un'altra versione era l'mwqghakbutt, un supporto di legno su cui era adagiato un corto cilindro di ferro: tale supporto disponeva d'un gancio verticale che fungeva da fermo per ridurre gli effetti del mwqwrinculo; la polvere da sparo veniva incendiata da schegge di legno ardenti, sistema sostituito attorno al mwra1415 da mwrqmicce lente, utilizzate dallo mwrgschioppo e dall'mwrwarchibugio che a loro volta lasciarono poi il posto al sistema a ruota.
Con l'apparizione del mwsqmoschetto e dei fucili a percussione e a mwsgretrocarica, nonostante le numerose altre innovazioni di carattere bellico, l'arma venne estensivamente utilizzata sino a tutta la mwswprima guerra mondiale poiché sino ad allora la maggior parte delle armi da fuoco più potenti risultarono ingombranti e poco maneggevoli specialmente durante le azioni offensive, essendo invece il fucile più comodo e maneggevole e quando provvisto di mwtabaionetta diventava estremamente efficace in occasione del mwtqcombattimento corpo a corpo.
Ad oggi nell'utilizzo bellico è stato quasi completamente sostituito dal mwtwfucile d'assalto ma continua ad esser impiegato come arma da parata presso varie mwuaforze armate, nonché nell'uso civile, come nella caccia e nello sport.
Fucili a cartuccia non unitaria
Questi tipi di fucili sono i modelli in cui la mwuwcartuccia non è unitaria, cioè in cui l'innesco (o successivamente la mwvacapsula a percussione), mwvqpolvere da sparo e mwvgproiettile erano sciolti e caricati separatamente. L'alimentazione era quasi esclusivamente a colpo singolo tramite mwvwavancarica, e per questo erano a mwwacanna liscia. Questo perché la rigatura avrebbe interferito con il caricamento della palla, dato che la rigatura richiede una forte adesione con il proiettile che sarebbe stato difficile da inserire manualmente. Eccezioni al colpo singolo potevano essere visti in vari ingegnosi, ma alla fine poco pratici, metodi e alcuni fucili ad avancarica erano comunque rigati, grazie alla presenza di mwwqpallottole Minié
A miccia
Le prime testimonianze dei fucili a miccia si trovano in scritti, disegni e dipinti del mwyq1470. Il fucile a miccia prevedeva un braccio di ferro curvo fissato all'arma, detto serpentina: questo braccio poteva girare su un perno centrale ed era collegato ad una leva di ferro sotto il supporto di legno dell'arma. Di fatto questa leva costituiva l'antenata del mwyggrilletto. La procedura di caricamento era la seguente: il tiratore mwywposizionava il fucile verticalmente, inserendo una quantità determinata di polvere da sparo all'interno della mwzacanna, ovverosia il tubo metallico. La polvere veniva quindi spinta accuratamente verso il basso e pressata con una bacchetta; successivamente si introduceva il proiettile, che a sua volta veniva calcato all'interno con la bacchetta. A quel punto l'arma era pronta per far fuoco: per incendiare la carica di polvere, una miccia accesa veniva portata verso il focone, ossia il forellino presente sulla culatta dell'arma. Una versione più tarda del fucile a miccia era dotata di uno scodellino d'innesco intorno al focone. Il fuciliere collocava un pizzico di polvere da innesco nello scodellino, quindi, quando la leva veniva pressata contro il supporto, la serpentina girava attorno al proprio asse e accostava la miccia incandescente allo scodellino, il fuoco della polvere di innesco si propagava, attraverso il focone, all'interno della canna dove accendeva la carica vera e propria. Questo fuoco generava una pressione tale da far fuoriuscire con forza il proiettile.
Nei modelli successivi, la serpentina era provvista di una molla a balestra. Quando la serpentina era piegata all'indietro, era bloccata da un gancio: quando il gancio veniva lasciato andare, la molla faceva sì che la serpentina si spostasse in avanti. La leva per fare fuoco era talvolta sostituita da un pulsante che bloccava il gancio, in seguito rimpiazzato dal grilletto.
La ricarica dei fucili a miccia era fortemente influenzata dalle condizioni atmosferiche: una forte raffica di vento, infatti, poteva far volar via la polvere da sparo dallo scodellino d'innesco, mentre la pioggia poteva impedire l'accensione dell'arma. Tale difetto portò ai modelli del mwzwXVII secolo con scodellino d'innesco munito di coperchio. Quando il fucile non era utilizzato, la polvere da sparo era protetta da un coperchio a perno; quando il fuciliere doveva fare uso dell'arma, faceva ruotare o piegare il coperchio dello scodellino d'innesco in modo che la miccia potesse raggiungere la polvere. Già all'inizio del Seicento i soldati, noti come mwaamwaqmoschettieri, indossavano bandoliere con contenitori in legno di bosso (da cui il nome mwagbossolo) che avevano al loro interno la giusta quantità per ogni carica: l'uso di corni o di fiaschi per la polvere di dimensioni maggiori per ricaricare l'arma, infatti poteva rivelarsi pericolosissimo poiché le scintille o la fuliggine che bruciava senza fiamma rimasta nella canna potevano dar luogo alla esplosione delle fiasche stesse. La miscela esplosiva utilizzata in porzioni minori nei contenitori in legno era assai più sicura.
A ruota
Il meccanismo con mwfqacciarino a ruota fu il passo successivo dell'evoluzione del fucile. Questo sistema d'accensione, che sostituì quello a miccia, in realtà era stato concepito da mwfgLeonardo da Vinci: questi redasse all'inizio del mwfwXVI secolo il mwgamwgqCodex Atlanticus, nel quale compaiono schizzi di un acciarino a ruota. I primi modelli che montavano tale marchingegno apparvero alla fine del XV secolo. Il loro funzionamento può essere paragonato a quello di un accendino: una ruota zigrinata, comandata da una molla, sfregava un pezzo di mwggpirite provocando delle scintille. Prima che l'arma potesse essere utilizzata, la molla doveva essere caricata, ovverosia avvitata girando una chiave e bloccata dal dente d'arresto; quando la molla era carica, il mwgwcane veniva abbassato sulla ruota stessa, contro la quale era tenuto premuto da una molla. Premendo il grilletto, si sbloccava la ruota zigrinata che, girando assai velocemente e sfregando la pirite, produceva una pioggia di scintille che incendiavano la polvere d'innesco. L'acciarino a ruota era un meccanismo complesso e costoso e per di più era facilmente condizionato dallo sporco, che poteva causare l'inceppamento del fucile: non sorprende, dunque, che alcune armi costruite nel mwhaXV secolo fossero dotate di due sistemi differenti per far fuoco.
Acciarino ( snaphaunce )
Nel corso del XVI e del XVII secolo vennero istituiti numerosi gruppi di moschettieri: dotarli di armi ed equipaggiamento adatti, tuttavia, costituiva una spesa alquanto elevata. La ricerca di una soluzione più economica dell'acciarino a ruota portò allo sviluppo del sistema d'accensione mwiasnaphaunce, prodotto a partire dal 1545. Esistono numerose teorie sull'origine del termine mwiqsnaphaunce; secondo una di queste, deriverebbe dall'olandese mwigsnaphaan, che probabilmente significa «ladro di polli». A quel tempo, infatti, dato l'elevato costo dell'acciarino a ruota e la pericolosità dei fucili a miccia, i bracconieri avevano risolto tali inconvenienti ideando un loro sistema a pietra focaia: l'acciarino mwiwsnaphaunce. Un'altra ipotesi, più plausibile, indicherebbe come origine del nome un vocabolo dell'antico olandese che significa «testa d'uccello che becca» e che sarebbe dovuto alla somiglianza della forma dell'acciarino e del movimento contro la pietra focaia.
Il meccanismo consisteva in un cane che serrava un pezzo di pietra focaia: quando si premeva il grilletto, la pressione della molla spingeva di scatto il cane in avanti. Davanti allo scodellino d'innesco era montata una piastrina d'acciaio (la "martellina"), sulla quale picchiava la pietra focaia del cane, provocando le scintille che cadevano sullo scodellino innescato, che a sua volta trasmetteva il fuoco alla carica di polvere all'interno della canna. Inizialmente lo scodellino d'innesco era chiuso da un coperchio manovrato manualmente, come nel caso degli ultimi modelli di armi da miccia; in seguito il coperchio si spostava meccanicamente quando il cane colpiva in avanti. Una variante di questo sistema fu lo mwjqsnaplock svedese ("chiusura a scatto"), il quale disponeva di una piastrina d'acciaio montata sopra il coperchio dello scodellino: questo pezzo poteva essere spostato di lato e fungeva da meccanismo di sicurezza. Il fuciliere poteva dunque portare l'arma con il cane in tensione: siccome la piastrina non era in posizione, il fucile non poteva sparare, mentre il coperchio manteneva asciutto lo scodellino d'innesco.
A pietra focaia
I fucili che presentavano l'acciarino mwpqsnaphaunce furono sostituiti da quelli a pietra focaia, comparsi attorno al mwpg1610. Questo sistema assomigliava molto a quello precedente: la differenza principale consisteva nel fatto che la piastra d'acciaio e il coperchio dello scodellino d'innesco erano combinati in un solo elemento. Il coperchio dello scodellino del fucile a pietra focaia aveva una piastrina verticale. Quando il grilletto veniva premuto, il cane partiva in avanti, la pietra focaia colpiva l'acciaio, che si alzava assieme al coperchio, ad essa collegato. Ciò permetteva alle scintille di cadere nell'innesco, rimasto scoperto. Il mwpwmiquelet, altrimenti detto "acciarino spagnolo", è una variante del fucile a pietra focaia: le principali differenze rispetto a quel modello erano la piastrina d'acciaio zigrinata e la molla del cane che si trovava all'esterno, sulla piastra del congegno.
A percussione
Nel mwrwXVII secolo gli scienziati erano già alla ricerca di sistemi innovativi che potenziassero la polvere da sparo e aumentassero la distanza raggiunta dai proiettili sparati, e furono svolti esperimenti con diverse sostanze, tra cui il mwsamercurio e l'mwsqantimonio. Ametà del mwsgXVIII secolo, il chimico francese mwswBerthollet sviluppò un esplosivo a base di mwtafulminato d'argento. Nel mwtq1798, il militare inglese mwtgEdward Howard scoprì un sistema più facile per produrre una sostanza alternativa, il mwtwfulminato di mercurio (usata anche oggi in molte mwuacapsule a percussione).
Tuttavia, la vera rivoluzione nello sviluppo del fucile (e delle armi da fuoco in generale), giunse con l'invenzione del meccanismo del sistema a percussione, ideato dal reverendo scozzese mwugAlexander Jhon Forsyth di mwuwBelhelvie: nel mwva1799 pubblicò un trattato scientifico su un composto chimico, il fulminato , che poteva prender fuoco ricevendo un colpo secco.
I meriti dello sviluppo del sistema a percussione furono in seguito rivendicati da diversi fabbricanti d'armi, tra cui gli ingegneri inglesi Joseph Egg, mwwqJoseph Manton e James Purdey nel mwww1816, i famosi armaioli francesi Prélat e Deboubert nel mwxa1818 e l'americano Joshua Shaw nel mwxg1822.
Il principio, su cui si basava ai tempi la percussione, è semplice: l'arma viene caricata nella medesima maniera del fucile a miccia, e poi viene messo in tensione il martelletto (mwyahammer), che sostituiva il mwyqcane tradizionale (chiamato in seguito, anch'esso, mwygcane). Sulla mwywculatta della canna è avvitato un cilindretto cavo detto mwzaluminello, sopra il quale viene (ogni volta) posizionata una piccola mwzqcapsula di rame riempita di fulminato (detta capsula a percussione). A questo punto, premendo il grilletto, la molla di carica fa scattare il martelletto che percuote l'innesco. La detonazione del fulminato trasmette la fiammata attraverso il foro del luminello ed incendia la carica di lancio all'interno della canna.
Questo sistema fu utilizzato abbastanza a lungo nei “moderni” fucili e pistole ad avancarica, ed infine anche nelle mwzwrivoltelle, prima dell'avvento della cartuccia unitaria e della retrocarica.
Fucili a cartuccia unitaria
Questi fucili sono i modelli in cui la cartuccia è autocontenuta o unitaria, cioè in cui la mw0gcapsula a percussione, la mw0wpolvere da sparo ed il mw1aproiettile, sono assemblati insieme in un mw1qbossolo contenitivo, per cui diventano un dispositivo a sé stante e vengono caricati unitamente nell'arma. Il nuovo sistema di mw1gmunizione, cosiddetto “a cartuccia”, dà inizio al periodo dei fucili (e delle armi leggere in generale) a retrocarica.
Ad ago
Nel mw2q1814 mw2gJohann Nikolaus von Dreyse di mw2wSommerda stava già sperimentando un nuovo tipo di fucile, detto fucile mw3aad ago. Quest'arma aveva un sistema a retrocarica con otturatore e poteva esser caricato mediante mw3qcartucce di carta ad una rapidità tale da permettere ad un tiratore scelto ben addestrato di sparare dai 5 ai 6 colpi al minuto: si trattava d'un vantaggio militare significativo. La cartuccia del fucile ad ago era costituita da un involucro di carta che conteneva la carica della polvere, l'innesco e il proiettile. Premendo il grilletto, l'ago perforava la parte posteriore della cartuccia sino a raggiungere la metà, dove colpiva un poco di fulminato, determinando l'esplosione della medesima. Il mw3gfucile Dreyse fu testato nel mw3w1841 dall'mw4aesercito prussiano, che ne ordinò 60.000 esemplari.
Anulare e a spillo
Durante la prima metà del mw4wOttocento, due francesi idearono due differenti tipi di cartucce, per certi versi simili: Louis Nicolas Auguste Flobert (1819-1894) ideò la mw5qcartuccia ad accensione anulare, mentre Eugene Gabriel Lefaucheux (1832-1892) brevettò la cartuccia a spillo, ideata dal padre mw5wCasimir Lefaucheux, la quale anch'essa porta la polvere di accensione sulla parte anulare del fondello.
Il primo tipo aveva il fondello chiuso, simile alle moderne cartucce mw7q.22 LR ancora in produzione e molto utilizzate, con il fulminato depositato (internamente) in una "sporgenza" ad anello, nella parte più esterna della sua base (fondello), che veniva schiacciata dal cane, creando la reazione di sparo. Un ottimo sistema, molto più pratico del secondo, poiché non dipende dalla rotazione della cartuccia ed è quindi utilizzabile anche con i mw7gcaricatori a magazzino più moderni.
Il secondo tipo, la mw9acartuccia a spillo brevettata nel mw9q1850 (sistema obsoleto), era costituita da un mw9gbossolo di rame, dentro cui alla base era posto un pezzettino di fulminato e dall'altra parte sporgeva un piccolo spillo d'acciaio, che una volta colpito dal cane (e spinto internamente), entrava in contatto con l'accensione producendo la deflagrazione iniziale, che a sua volta incendiava la carica, facendo partire il proiettile. In questo caso, le cartucce avevano un verso di montaggio, che rendeva il sistema di carica più lento.
A percussione centrale
Tutti questi progressi condussero ad un nuovo sistema d'accensione, introdotto nel mw-q1866: il sistema a percussione centrale. La cartuccia è oggi costituita da un mw-gbossolo d'ottone, con la capsula a percussione posta al centro della base, la carica di polvere interna e il proiettile incastrato sulla bocca a chiudere la cartuccia. La capsula a percussione è formata da uno scodellino d'ottone, sistemato al centro della base del bossolo, da cui il nome “a percussione centrale”. Quando il percussore colpisce la capsula, questa viene deformata e spinta contro la piccola incudine che le sta davanti, provocando l'accensione dello strato di fulminato adagiato sotto quest'ultima. In linea di massima esistono due tipi di sistema a percussione centrale: il sistema ad innesco mw-wBerdan, con due o più orifizi da innesco, e il sistema mw-aBoxer, con un unico orifizio da innesco centrale. Lo sviluppo del sistema portò alla diffusione di centinaia di mw-qcalibri differenti, dal .17 mw-gRemington al mw-w.700 Nitro Express.
Sistemi di retrocarica
Nel corso del tempo sono stati concepiti diversi sistemi di retrocarica, ossia di caricamento dalla mwaqiculatta.
Fucile a canna basculante ( break action )
Le canne basculanti sono utilizzate soprattutto nei fucili ad anima liscia (mwaqsdoppiette e mwaqwsovrapposti), meno sovente nelle canne rigate (mwaq0fucili express, carabine ad aria compressa e a molla), ma in passato il sistema fu usato anche per le mwaq4rivoltelle. La canna dell'arma è fissata sui cardini e può essere fatta basculare per accedere alla culatta e camerare le cartucce. Alla canna vengono adattati dei fermi o ganci che s'incastrano con le aperture nella sezione della bascula: per aprire o chiudere l'arma, si ricorre ad una leva, detta "chiavetta", che scorre o ruota. Quasi sempre la basculazione è verso il basso, ma in alcuni casi può ruotare a lato, come in un fucile di caccia ideato da mwaq8Johann Nikolaus von Dreyse, con funzionamento simile al mwarafucile Dreysecite-ref-1[1]. Il fucile semiautomatico a due colpi Beretta UGB25 Xcel ha la singola canna basculante per il caricamento, dopodiché la seconda cartuccia viene inserita in un ricettacolo lateralecite-ref-2[2].
Ad otturatore rotante
Nel mwarw1867 il designer austriaco Josef Werndl, assieme al suo socio ceco Karel Holub, ideò un nuovo tipo di fucile, la cui particolarità non risiedeva nella cartuccia, bensì nel sistema d'azione: si tratta del fucile mwar8Werndl-Holub M1867, utilizzato dall'esercito austriaco fino al mwasa1886, quando fu sostituito dal mwaseMannlicher M1886. Nel Werndl la canna è chiusa ermeticamente da un tamburo di cui è stato rimosso un terzo; se il tamburo viene ruotato, si può accedere alla camera di caricamento nella canna, per inserire la cartuccia nuova o espellere il bossolo vuoto. Dopodiché, il tiratore chiude nuovamente l'otturatore e il fucile è bloccato.
Ad otturatore rollante ( rolling block )
Durante la seconda metà del mwasoXIX secolo i fabbricanti d'armi escogitarono un altro sistema di chiusura della culatta: esso era costituito da un elemento d'acciaio che (dopo aver alzato il cane) si poteva far ruotare all'indietro in modo analogo a quanto si faceva con il cane stesso. Una volta inserita la cartuccia lo si ruotava di nuovo in avanti chiudendo la culatta. Al momento dello sparo non si apriva poiché era intercettato dal cane che gli si appoggiava sopra in modo che la spinta all'indietro operasse su una leva svantaggiosa. La spinta avveniva cioè al di sotto del grosso perno del cane e, al contrario, tendeva a spingere il cane stesso ancora più in avanti. Il sistema era semplice e straordinariamente robusto, permettendo lo sparo di cartucce assai potenti (per l'epoca). La mwassRemington Arms fu una delle Case costruttrici che applicarono su larga scala questo sistema, ma anche altri fabbricanti d'armi lo utilizzarono, sia con licenza che senza.
A blocco cadente ( falling block )
Il sistema a blocco cadente è azionato da un paragrilletto di grandi dimensioni che serve da leva. Leve di questo genere potevano essere piegate in basso o, in certe armi, in avanti. Quest'azione permette ad un blocco solido di scivolare in basso lungo delle guide e di liberare la canna e la camera; non appena il paragrilletto torna alla posizione iniziale, il blocco di chiusura scatta nuovamente verso l'alto e sigilla la camera. Il meccanismo a blocco cadente fu inizialmente utilizzato solo nei fucili monocolpo, come ad esempio nel fucile belga Flobert con azione a blocco cadente Martini, in cui il blocco non scivola giù completamente, ma è fissato su cardini sul davanti. Una delle armi più conosciute di questo tipo fu il fucile americano mwatuSharps. Successivamente il sistema fu applicato anche alle armi a ripetizione, per esempio nelle carabine statunitensi Spencer e mwatcWinchester.
Ad otturatore pieghevole
Sul fucile ad accensione a spillo Montigny è montato un grosso e pesante otturatore, inserito nel collo del calcio, che può esser ripiegato, permettendo al blocco dell'otturatore di scivolare indietro e di aprire le camere di cartucciacite-ref-3[3].
L'azione ad otturatore pieghevole risale all'epoca in cui i mwauafucili ad avancarica furono trasformati in mwauefucili a retrocarica e si dovette trovare una soluzione per garantire alla mwauiculatta una sicura chiusura. Un meccanismo di questo tipo è riscontrabile nel fucile francese mwaumManceaux del mwauq1862: l'accensione è rimasta immutata, ossia a percussione, ma l'arma può essere ricaricata assai più rapidamente ed efficacemente grazie all'apertura della culatta; notevole è la sua azione ad otturatore pieghevole, che serra anche il blocco di chiusura. Un secondo tipo di azione ad otturatore pieghevole è il sistema mwauuSnider, che fu utilizzato per trasformare i fucili a percussione in armi ad accensione centrale: la parte terminale della vecchia canna a percussione fu tolta e, mediante un perno di grandi dimensioni, al terminale fu applicato l'otturatore pieghevole; per sparare un colpo, il tiratore doveva spostare lateralmente l'otturatore, inserire una cartuccia nella camera di caricamento e poi rimettere in posizione l'otturatore.
A otturatore girevole-scorrevole ( bolt-action )
Il sistema di chiusura riprende quello dei vecchi fucili ad ago ma, opportunamente modificato per sparare a ripetizione, usa le normali cartucce metalliche a percussione centrale. La canna è posteriormente aperta e viene chiusa da un otturatore cilindrico comandabile da una leva laterale che ne permette una prima breve rotazione attorno al suo asse e il successivo spostamento all'indietro lungo l'asse della canna. In questo modo viene espulso il bossolo sparato, arretrato il percussore e armato il meccanismo di scatto; con il movimento contrario, viene poi incamerata la cartuccia successiva. La chiusura è assicurata da appositi tenoni (risalti in acciaio) che si inseriscono in altrettante sedi scavate nella culatta. Vi sono sempre meccanismi di sicurezza che non permettono lo sparo se l'otturatore non è ben chiuso. Questo sistema, in uso già alla fine dell'Ottocento (per esempio sul fucile italiano mwau4Carcano Mod. 91) si è rivelato con il tempo il più affidabile per lo sparo di cartucce molto potenti ed è usato ancora oggi in molte carabine da caccia. Il sistema bolt-action, pur essendo robusto e affidabile, è però manuale e quindi piuttosto lento nella ripetizione del colpo ed è stato sostituito, nella funzione militare e di polizia, dal fucile semiautomatico o dal fucile automatico. Viene ancora usato invece nei fucili da cecchino che non devono avere velocità di tiro ma la possibilità di sparare cartucce potenti con un'elevata precisione di tiro. Un esempio è il fucile mwau8Barrett M99 che utilizza munizioni calibro mwava.50 BMG (12,7 × 99mwave mm) della mitragliatrice americana mwaviBrowning M2.
A riarmo lineare ( straight pull )
Il sistema, detto in inglese mwavystraight pull, è un sistema per la chiusura della mwavcculatta in mwavgcarabine o fucili a ripetizione manuale o a colpo singolo, nel quale l'mwavkotturatore si muove manualmente solo arretrandolo per aprire la culatta ed espellere il bossolo sparato e poi, con movimento contrario, permettere il cameramento di un'altra cartuccia, richiudere la culatta e rendere l'arma pronta allo sparo.
Sistemi di caricamento
Monocolpo ad avancarica
Fino a quasi tutto il mwav0XIX secolo i fucili erano caricati manualmente attraverso la bocca da fuoco (talvolta anche in modo originale cercando di ottenere uno sparo a raffica come nel caso dell'mwav4espignolle: queste armi sono dette mwav8ad mwawaavancarica. I primi tentativi di sviluppo di armi a ripetizione risalgono al periodo della pietra focaia: le pistole a due e quattro canne fabbricate dall'armaiolo inglese mwaweTwigg ne sono un ottimo esempio. Ma fu solamente con l'avvento del sistema a percussione che furono create rivoltelle a cinque e sei colpi su vasta scala: si trattava di armi ancora ad avancarica, come nel caso delle cosiddette mwawipepaiole (o pepperboxes) e successivamente nei primi veri revolver fabbricati da mwawmSamuel Colt. Da queste armi corte furono derivati anche modelli di fucili a tamburo che non ebbero tuttavia un grande successo a causa della fuoriuscita dei gas dallo spazio tamburo-canna che causava bruciature al braccio del tiratore, oltre ad una certa perdita di potenza del colpo.
Monocolpo a retrocarica
Armi di questo tipo sono tutte quelle descritte nella sezione "sistemi di retrocarica", escluse quelle ad otturatore girevole e scorrevole.
I primi fucili monocolpo a retrocarica furono fabbricati pressappoco nel 1850: spesso si trattava di conversioni di armi a percussione ad avancarica, come il fucile a colpo singolo Werndl del 1867, nel quale la sezione posteriore della canna veniva rimossa e sostituita da una parte terminale con un'apertura di caricamento, nel maggior numero dei casi un otturatore rotante o pieghevole. Le cartucce venivano caricate una per una nella seguente maniera: si apriva l'otturatore, s'inseriva la cartuccia nella camera di caricamento, si chiudeva l'otturatore, si sparava la cartuccia, si riapriva l'otturatore, si rimuoveva il bossolo vuoto e così via. Un esempio può essere il fucile Springfield Trapdoor, che fu il mwawgfucile d'ordinanza dell'esercito degli mwawkU.S.A. durante gli ultimi anni delle mwawoguerre indiane.
A serbatoio (caricatore interno)
Questi fucili erano una miglioria rispetto a quelli monocolpo a retrocarica, in quanto contenevano internamente un certo numero di cartucce, generalmente da 3 a 10, il che diminuiva i tempi di ricarica della nuova cartuccia. Generalmente venivano ricaricati tramite “mwaw0stripper clip” (come nella serie di fucili mwaw4Mosin-Nagant), tramite “mwaw8en-bloc clip” (come nel fucile mwaxaM1 Garand) oppure manualmente, un colpo per volta (come nella maggior parte dei mwaxefucili a pompa). Generalmente, i fucili con serbatoio (a caricatore interno) sono a ripetizione manuale o al massimo semiautomatici (in quanto il limitato numero di cartucce ne impedisce un facile, pratico ed efficace utilizzo in mwaxifuoco automatico).
A magazzino (caricatore estraibile)
Questi fucili permettono un maggior numero di colpi tra le ricariche e nel totale sparati allao stesso tempo, in quanto i loro caricatori estraibili, cosiddetti "esterni" perché solitamente sporgono dal profilo dell'arma, sono rimovibili e sostituibili più rapidamente rispetto ad una ricarica dei serbatoi interni, ed inoltre, i magazzini possono solitamente contenere un più ampio numero di proiettili rispetto ai serbatoi interni: ad esempio con il caricatori a scatola da 30 colpi o a tamburo da 50/100 colpi dell'mwaxuAK-47.
Classificazione
• Fucile monocolpo o a colpo singolo: che deve essere ricaricato dopo ogni colpo sparato. In origine si trattava solo di fucili ad avancarica, oggi vi rientrano anche quelli a retrocarica, come ad esempio i fucili monocanna con apertura basculante che possono ospitare una sola mwaxkcartuccia direttamente in camera di scoppio.
• Fucile a ripetizione manuale: che si alimenta da un mwaxscaricatore (o anche da un serbatoio interno) per mezzo di un'azione manuale, sia per camerare il primo colpo che quelli successivi, agendo direttamente sull'otturatore. Può essere sia a canna rigata che liscia. Alcuni dei tipi più comuni sono:
• mwax4Fucile a otturatore girevole-scorrevole, o mwax8a otturatore scorrevole
• mwayeFucile a leva
• mwaymFucile a pompa
• mwayuFucile semiautomatico: fucile che si alimenta da un caricatore (o da un serbatoio interno) e che è in grado di sparare un colpo ad ogni pressione del mwayygrilletto, espellendo il mwaycbossolo spento e camerando automaticamente una nuova cartuccia (può essere sia a canna rigata che liscia).
• mwaykFucile da battaglia: Fucile da combattimento considerato ormai obsoleto per l'uso militare ordinario, camerato per una cartuccia a piena potenza. Fino alla mwayoSeconda Guerra Mondiale, i precursori di queste armi sparavano solo in modalità mwayssemiautomatica (es.: M1 Garand), mentre successivamente sono stati dotati anche della modalità mwaywautomatica (es.: M14, FAL, G3, BM59).
• mway4Fucile d'assalto: moderno fucile da combattimento camerato per una cartuccia intermedia, in grado di sparare sia in modalità semiautomatica che automatica. In alcuni casi è prevista anche la raffica controllata di 3 colpi (es.:AR70/90) che talvolta sostituisce completamente la modalità automatica (es.: M16A2). Sul mercato civile sono disponibili armi simili per l'uso sportivo, ma prive del funzionamento automatico o raffica controllata.
• mwazaFucile mitragliatore: Arma simile al fucile d'assalto o fucile da battaglia, ma adattata al tiro automatico prolungato. Viene chiamato anche mwazearma da supporto leggera ('xLight Support Weapon o in acronimo mwaziLSW).
• mwazqCarabina: versione compatta di un fucile.
• mwazyExpress: fucile solitamente a canne giustapposte o sovrapposte, dotato di canne rigate.
• mwazgFucile di precisione: fucile ad alto potenziale di mwazkcalibro comunque inferiore a 12,7 mm, solitamente a funzionamento con otturatore girevole-scorrevole o anche semiautomatico, munito di un'ottica di puntamento e (quasi sempre) privo di mire metalliche. È nato per l'uso da parte dei mwazotiratori scelti contro bersagli a distanze medio/lunghe, ma ormai è largamente utilizzato anche in ambito civile, sia per uso sportivo che caccia.
• mwazwFucile anticarro: fucile potente usato dalla seconda metà della mwaz0Prima Guerra Mondiale alla fine della Seconda Guerra Mondiale per l'uso contro veicoli corazzati dalla mwaz4blindatura leggera.
• mwaaaFucile anti-materiale: assimilabile ad un fucile di precisione, ma camerato per calibri non inferiori a 12,7mm per l'uso contro mezzi (anche corazzati) ed equipaggiamenti. Talvolta è impiegato anche come fucile di precisione a distanze maggiori di quelle raggiungibili con un fucile di precisione ordinario.
• mwaaiFucile per bambini (mwaammwaaqyouth rifle, o mwaauboys riflecite-ref-j-e-house-45-4-0[4], è un'mwaaoarma da fuoco espressamente progettata per essere usata da mwaasbambini (laddove legalmente ammesso - non in Italia) o da utilizzatori di piccola taglia, normalmente a colpo singolo e di mwaawcalibro mwaa0.22 Long Rifle.
• mwaa8Fucile a canna liscia: in origine tutti i fucili erano a canna liscia, come negli mwabaarchibugi e mwabemoschetti, a scapito della precisione. Oggi la canna liscia è usata per sparare cartucce a munizionamento spezzato (pallini, pallettoni) e palle asciutte. Il calibro più comune è il mwabicalibro 12. La lunghezza del bossolo può variare, per fare un esempio le camerature del calibro 12 più usate adesso sono: 67mwabm mm, 70mwabq mm, 76mwabu mm (magnum), 89mwaby mm (supermagnum).
• mwabwSovrapposto: fucile fornito di due canne lisce sovrapposte, fucile prediletto nel mwab0tiro a volo.
• mwab8Fucile a pompa: Dotato di un caricatore/serbatoio, generalmente sotto la canna, dalla quale le cartucce sono incamerate tramite un azionamento manuale dell'asta del fucile, appunto chiamato a "pompa".
• mwaceSemiautomatico: Dotato di un caricatore/serbatoio, generalmente sotto la canna; fucile capace di sparare un colpo per ogni tiro del mwacigrilletto, espellendo il bossolo sparato e incamerando automaticamente una nuova cartuccia.
• mwacqFucile a canna liscia da combattimento: un qualunque fucile a canna liscia ideato specificamente per il combattimento.
Note
cite-note-11. ↑ mwacsmwacwmwac0Dreyse Underlever Swinging Double Barrel Shotgun, su mwac4milpas.cc. mwac8URL consultato il 13 settembre 2016 mwada(archiviato dall'mwadeurl originale il 15 novembre 2015).
cite-note-22. ↑ mwadumwadymwadcUGB25 Xcel, su mwadgberetta.com. mwadkURL consultato il 13 settembre 2016.
cite-note-33. ↑ mwad0mwad4mwad8Pierre Camille Montigny, su mwaealittlegun.be. mwaeeURL consultato il 13 settembre 2016.
cite-note-j-e-house-45-44. ↑ mwaeu(mwaeymwaecENmwaeg) James E. House, mwaekGun Digest Book of .22 Rimfire: Rifles·Pistols·Ammunition, Gun Digest Books, 2011 ISBN 0-87349-908-5 (p. 45)
Bibliografia
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• Peterson H., mwafaArmi da Fuoco nei Secoli, Milano, Mondadori, 1964
• Hogg I.V., Weeks J., mwafiArmi militari portatili del XX secolo, Milano, De Vecchi, 1977
• Cadiou R., Alphonse R., mwafqArmi da Fuoco, Milano, Mondadori, 1978
• Musciarelli L., mwafyDizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978
• Hartink A.E., mwafgEnciclopedia delle Antiche Armi da Fuoco, Vercelli, White Star, 2006
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Richard C. Rattenbury, rifle, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwageStoria dei fucili ad avancarica a percussione: meccanismi, caricamento e proiettili, su steamfantasy.it.